domenica 25 aprile 2010

da Padre Quirico, Bangladesh

BUON ANNO 1417

Oggi 14 aprile
e' iniziato
il nuovo anno
bengalese.

Ieri sera
abbiamo dato l'addio
all'anno vecchio
con canti e danze
sotto le piante...



Oggi,
il primo dell'anno,
festa grande nel villaggio
vicino alla Missione,
con i bambini
come protagonisti.

Canti,danze,giochi:
ognuno si inventava qualcosa;
la fantasia qui non manca...
Poi pranzo tutti insieme
all'aperto.

Grande gioia per tutti, grandi e piccoli...
una festa pero' un po' guastata dal mini-ciclone
con cui il nuovo anno e' incominciato.

Infatti poco dopo la mezzanotte
si e' scatenato un fortissimo temporale,
breve ma molto intenso, che ha sradicato alberi,
fatto volare via i tetti di lamiera o di paglia di tante capanne
e, questo e' il dolore piu' grande dei bambini,
fatto cadere tanti mango, katal e lici
dagli alberi da frutta... In Maggio sarebbero maturati,
mancava poco: ora sono stati raccolti a secchi dal terreno
per mangiarli come verdura cotta con il riso.

Erano sei mesi che non cadeva
neanche una goccia di pioggia:
si vede che si e' accumulata tutta in una volta...

Quio dicono: " Ki Kora jae" che si potrebbe tradurre:
" che vuoi farci, non ci pensarci... "
quando capita qualcosa e non si puo' fare niente per rimediare...
e cosi' si va avanti...




Un caro saluto a tutti, dai bambini di Suihari. p.Quirico

Nota storica:

I giornali bengalesi portano sempre tre date in prima pagina:
2010 (quella cristiana) 1417 (quella bengalese) 1432 (quella mussulmana)

L'anno bengalese all'inizio era uguale a quello mussulmano,
che inizia a contare gli anni dalla fuga di Maometto dalla Mecca a Medina (622 d.C.),
il momento in cui ufficialmente e' iniziato il Mussulmanesimo.

Pero' il calendario mussulmano ora e' leggermente diverso da quello bengalese:
infatti per i mussulmani quest'anno e' l'anno 1432, per i bengalesi, il 1417.

Questo dipende dal fatto che l'imperatore Akbar che ha iniziato il calendario "bengalese"
("indiano" si dovrebbe dire, perche' allora non esisteva il Bangladesh ma la regione era tutta India)
ha cambiato il calendario mussulmano che e' lunare in calendario solare,
per una questione di tasse. Infatti col calendario lunare
non era facile raccogliere le tasse che allora erano legate ai raccolti della terra;
con il calendario solare diventava invece piu' agevole
perche' coincideva con le stagioni e il raccolto.

Ma il calendario lunare e' piu' corto di 11 giorni all'anno di quello solare
e cosi' a poco a poco i due calendari, che all'inizio erano uguali,
si sono differenziati.

secondo incontro

L'incontro degli amici GMPVI onlus il Cireneo a Paderno Dugnano ha vista una buona presenza molta attenta ai vari interventi. Coronata dal pranzo conviviale.
Il prossimo appuntamento è in baita!

mercoledì 14 aprile 2010

incontro del 9 aprile 2010 a Gallarate

Pochi presenti, ma ben motivati.
Aggiornamento sui progetti in corso.
Proseguono i lavori in Myanmar della Badascò, costruita con criteri antisismici.



La situazione è più drammatica in Congo, per cui le strutture sono più semplici.


Non essendoci vie di comunicazione, il cemento, la sabbia, i ferri e tutto il materiale è trasportato con le biciclette, per un percorso tra andata e ritorno dai depositi di 120 km.

mercoledì 7 aprile 2010

fame

da I.R.I.B.:

KINSHASA - 700 bambini con meno di 5 anni muoiono ogni giorno nella Repubblica Democratica del Congo per via della fame. Lo hanno reso noto le autorità del povero paese africano, che martedi hanno diffuso gli ultimi dati, che testimoniano la situazione allarmante della popolazione della nazione; oltre al dramma dei 700 bambini che muoiono ogni giorno c’è il problema di 1 milione di donne tra i 15 e i 49 anni che soffre di malnutrizione. Secondo il Ministro della Salute Victor Makwenge sono almeno 530 mila i bambini sotto i 5 anni che hanno bisogno urgente di cibo. Le cinque province più colpite sono quelle dell’Equatore, Kasai, Kasai West, Katanga e Maniema dove vive il 51% della popolazione. Il programma alimentare mondiale, attivo in Congo, da anni distribuisce aiuti tra la popolazione, ma si rifiuta di investire in piani per la produzione di cibo in suolo congolese.

sabato 3 aprile 2010